Miodio a Rimini: le immagini

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Rimini. Il molo detto Palata

I signori ritratti non sono venuti a vedere il passaggio del rex nè il concerto dei Miodio. Pescano piuttosto le seppie.

Rimini. Il Rock Island

In fondo al Pier di Rimini, ecco il Rock Island. Clientela tra i 20 e i 25 anni, in prevalenza uomini.

Scritte sul molo

Gli ultrà della squadra di calcio locale hanno dipinto i loro striscioni sul cemento del molo. L'espressione Carica Burdel mantiene lo stesso senso esortativo del corrispondente italiano Orsù, fanciulli.

Niko Polly e Macinevic

Ed ecco i Miodio: si parte con un motivo dal buon ritmo...

Niko di spalle

...per toccare, ma solo una volta, le corde della ballata romantica. Nemmeno troppo zuccherosa, sia detto.

il solo Niko

Niko Della Valle usa la voce meglio di quanto usi il pettine.

Il batterista detto Cena o Chewbecca

Il batterista Alessandro, detto John Cena o Chewbecca

Il pacchetto di mischia basso-chitarra insieme all'unica punta, il cantante Niko Della Valle

La luce dei riflettori regala al volto di Niko un curioso effetto alla Lou Reed

L.O.V.E.

Polly come Jake Blues: sulle quattro dita della destra ha tatuato L O V E...

H.A.T.E.

e sulle quattro dita della sinistra ha scritto H A T E, odio.

Francesco Sanchez Sancisi

Tra un misterioso beverone e l'altro, il tastierista Sanchez sembra sul limite del collasso, ma la sua resa dal vivo lo vede lucido e determinante.

Paul Macinevic

Il chitarrista Paul "Macinevic" nella più pura trance agonistica

Abbiamo visto dal vivo il gruppo con cui San Marino debutta in Europa

Miodio, che bella sorpresa

23 Apr
   23.00

Siamo stati a Rimini, al Rock Island, per sbirciare il primo evento promozionale dei Miodio successivo alla loro convocazione a Belgrado. Abbiamo visto una band piena di energia, professionalità e buon repertorio. Che affronta ancora incredula quella Champions League della canzone che è l'Eurofestival.

La palata e il Rex

Arrivo a Rimini con un anticipo fantozziano. Il luogo del concerto, il Rock Island, è situato alla fine del Pier del porto riminese, quella stessa Palata dove nella pellicola Amarcord i riminesi vanno ad ammirare il passaggio del mitico Transatlantico Rex. Sulla porta c'è scritto: Apertura ore 21. In realtà, fino alle 22 è il deserto. Ne approfitto per guardare i pescatori della palata. C'è uno che prende una seppia roteando la canna con un esagerato gesto atletico e disegnando sul cemento del pontile una parabola d'inchiostro. Altri due litigano: sembra che uno abbia gettato in mare im mangime dei pesci dell'altro.

La capitale della Romagna

Mi concedo un giro nei dintorni, guardo le targhe delle macchine. Tantissime hanno la targa della Repubblica. Rifletto sul rapporto privilegiato che lega la sovrana San Marino all'arci-italiana Rimini. Quasi come se sul titano albergasse non una microsvizzera, ma una sorta di vera e propria capitale morale di quel modo di essere che parte sul Po, finisce a Fano e porta il nome di Romagna. Terra senza mezze misure, di motociclisti, artisti e musicisti, quasi come se crescere a piada, cassone e sangiovese regalasse una naturale predisposizione all'eccesso e alla teatralità, da esplicitare nell'habitat naturale di un palcoscenico. San Marino, di cui i Miodio sono alfieri, si finge una piccola Svizzera, viene dai più interpretata come una piccola Italia, ma nel bene e nel male resta soprattutto Romagna.

Nel programma del locale i Miodio sono presentati come Electropop. Il Rock Island, luogo alquanto suggestivo, pare volere riservare alla band l'attenzione che gli spettatori del Festival di Sanremo 1951 riservavano ai cantanti, quando Nilla Pizzi e Achille Togliani cantarono per un pubblico seduto ai tavoli tra l'andirivieni dei camerieri. Il bar continua ad andare, i tavolini davanti al palco sono pieni di avventori che sorseggiano i loro drink. Vado a prendere un vodkatonic e noto il cantante Niko Della Valle cercare di raggiungere il palco con una giacca in mano. Tempo tre minuti e inizia il concerto.

L'esibizione dei Miodio

La prima proposta in scaletta è clamorosamente orecchiabile. La formazione dimostra da subito di possedere i fondamentali di un concerto del XXI secolo. Sulla destra del palco trova posto il batterista Alex "Johnny Cena", chiamato in pubblico anche 'Chew' o Chewbacca , più grande fisicamente del suo strumento, che pare potere spezzare al prossimo colpo. L'amica che mi ha accompagnato al Rock Island se lo mangia con gli occhi «La distruggerai quella batteria» lo presenta Niko tra un motivo e l'altro.

Un passo indietro , in parallelo, costruiscono armonie e melodie al centro del palco, alla chitarra e al basso elettrico, Paul Macinevic e Polly. Indossano entrambi un berretto da Banda Bassotti e sembrano quasi complementari, tanto minuto e barbuto è Macinevic quanto glabro e piazzato è il bassista . Restituiscono un muro di energia senza alcuna concessione ai fronzoli e ai manierismi. Sul palco si adattano alla parte dei gregari, ma ben si riesce a immaginare il loro lungo e costante lavoro in sala. La loro formazione ritmica e armonica è notevole. Concede qualcosa al funky Macinevic, resta ruvido e post-punk Polly.

Alla sinistra, il vero e proprio regista della formazione, Francesco Sanchez Sancisi. Silenzioso, un beverone scuro accanto, apparentemente l'ennesimo di una lunga serie. Tastiere e programmazione, il suo ruolo, ovvero addetto alle basi e ai campionamenti, che per un complesso electropop del XXI secolo rappresentano il fulcro della proposta scenica. Non sbaglia un colpo. Confeziona assist, lancia basi, recupera samples con malcelata distrazione e li serve al microfono di Niko Della Valle, cantante e frontman.

«Mi odi-o, Rock’n’roll robot!»

Espressivo e snodato, istrione quanto basta ma mai sopra le righe nè mai prendendosi troppo sul serio, Della Valle è l'unica vera punta della formazione Miodio. Per lui il gioco viene confezionato, a lui spetta smarcarsi e finalizzare, recitare e intrattenere, concludere e tenere il gioco. Ci riesce. Appena sul palco si trasforma. Ha appreso la lezione dei caposcuola Subsonica, ha ascoltato distrattamente i Lùnapop qualche anno fa e con più attenzione la scena indipendente britannica, dai Coldplay ai Radiohead. Nel suo parlare sentiamo l'eco del cabaret demenziale di scuole bolognese, da Freak Antoni a P'aco Dalcatraz, con il quale la somiglianza del gesto e dell'accento è forte.

Li abbiamo sovente chiamati Mìo-Dìo, invece il gioco di parole è solo nella grafica. Il nome della band è dichiaratamente MiÒdio, con l'accento sulla O.

La scaletta prosegue snodandosi da un motivo più lento a una sonorità con prevalenza elettronica, dall'indierock alla dance, dai Subsonica, ancora loro, a Daniele Silvestri, con una punta di Negramaro. Le prime cover della serata, Spacemen dei Babylon Zoo e sopratutto Rock'n'Roll Robot di Alberto Camerini strizzano l'occhio alla platea con una buona dose di personalità di chiaro stampo britannico. Peccato solo che la maggior parte del pubblico sia troppo concentrato a darsi un tono per ballare come il tiro della band meriterebbe. Nessuno riesce comunque a distrarsi. I Miodio sono una calamita e catalizzano l'attenzione anche degli avventori più distaccati.

Dopo It's Ok i cinque prendono un meritato applauso e si ritirano dietro le quinte, lasciando i riflettori al bravo Antonio Toni, che li ha accompagnati nell'estate 2007, quando hanno fatto da gruppo spalla a Renato Zero. Definito con un po' di generosità come La più bella voce italiana. Toni si ispira a Freddie Mercury, ci interpreta una canzone di Leonard Cohen e un'altra che pare tratta dal Fantasma del Palcoscenico di Brian De Palma. Io approfitto e vado per il secondo vodkatonic.

Chiusura col botto

Torna sul palco il complesso Italo-sammarinese e riparte benissimo, riallacciando il discorso con il pubblico grazie alla cover di Io vengo dalla luna, le cui sonorità rock danno modo a Macinevic e Polly di riportare l'atmosfera in sala a prima dell'interruzione. Segue Funzioni primarie dei Velvet, di cui, dopo una partenza non carichissima, riescono a comprendere le armonie minori e la drammaticità insita nel testo.

Arrivano poi Realtà virtualeun brano del prossimo album, in uscita a cavallo della prossima estate e Aspettando il sole, l'evergreen di Neffa riproposto in chiave rock a un pubblico ormai conquistato. I Miodio continuerebbero, ma la direzione del locale fa cenno di smettere. E' tempo del Disc Jockey, e a Niko non resta che salutare il pubblico con una seconda It's OK. Senza neanche farci sperare nel bis, la DJ del Rock Island taglia le gambe a qualsiasi velleità.

E “Complice”?

Complice semplicemente non è in scaletta. Sono riusciti a strappare il biglietto per Belgrado sì, ma con una canzone che, rispetto al resto del loro repertorio, concede troppo alla melodia. "La canzone per l'Eurofestival è un'eccezione" raccontano alla fine "noi facciamo un genere diverso". Una scelta non priva di una certa classe, forse dettata da un filo di snobismo. Ma l'Eurofestival non è Sanremo, e nessuno li squalificherà per avere eseguito la canzone in pubblico prima del concorso, come non è escluso che un motivo meno "sanremese" e più nelle loro corde avrebbe potuto regalare loro una maggiore soddisfazione in quel di Serbia. E' comunque inusuale che mentre tutti gli altri partecipanti al concorso girano l'Europa per promuovere la loro canzone e fare il pieno di televoti, i Miodio evitino di fare ascoltare la canzone finanche al pubblico di casa.

Consigli per Belgrado

Il debutto eurofestivaliero di una nazione va preparato e gestito con cura. Nel 2007 la delegazione della Georgia arrivò a Helsinki con largo anticipo regalando magliette e bottiglie di vino e organizzando i fan perchè dipingessero la faccia di spettatori volontari con i colori della bandiera nazionale. Organizzarono una festa cui invitarono tutti i giornalisti e fan accreditati, distribuirono bandiere, attaccarono poster, fecero una vera e propria operazione simpatia al prezzo di qualche centinaio di euro. I giornali e i media di tutta Europa ebbero parole di sostegno alla piccola repubblica che alla fine riuscì, contro ogni pronostico, a strappare la qualificazione alla finale. Dall'altra parte, la repubblica Ceca, parimenti debuttante, non fece alcun tipo di promozione. In semifinale si classificò all'ultimo posto, con un solo punto all'attivo.

Sarebbe un peccato se l'energia del quintetto, in quel di Belgrado, si limitasse all'esecuzione della canzone in concorso. Ci piacerebbe che riuscissero a organizzare un San Marino Party, riuscendo a sfruttare l'occasione per esibirsi dal vivo davanti a quel pubblico di giornalisti, operatori del settore e fan eurofestivalieri che anima i locali della città ospitante. Riuscirebbero a dimostrare il loro spessore con la forza che nessun CD demo può avere e a divertirsi come nessuna esibizione televisiva può fare divertire.

Perchè il segreto dei Miodio è che quando suonano, si divertono. E si vede, e fa tutta la differenza.

Le 53 edizioni



I risultati

Voti e classifiche delle tre serate di Belgrado 2008

Prima Semifinale »
Seconda Semifinale »
Finale »

SAN MARINO: SPECIALE MIODIO

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Il concerto | L'intervista


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Euro Vintage

Svizzera 1968: Gianni Mascolo

Meneguzzi non è il primo italiano in gara per la Confederazione

Irlanda 1975: The Swarbriggs

Non siamo a Nashville, siamo a Stoccolma

Russia 2003: t.A.T.u.

Si baciano? Si baciano? No, non si baciano. Ma le fischiano lo stesso.

Finlandia 2006: Lordi

Rock'n'roll! Dopo la vittoria dei Lordi, la piazza centrale di Rovaniemi è dedicata a loro.

Regno Unito 1981: Bucks Fizz

Complesso vocale creato a tavolino con meravigliose felpette di ciniglia colorata.

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