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Scarica le 39 puntate radiofoniche di "Aspettando l'Eurofestival 2010 con Eddy Anselmi e Mr. Pink
La media delle quote dei 16 principali bookmakers europei per il passaggio del turno, aggiornate al pomeriggio del 18 maggio. Più bassa è la quota, più probabile è data la vittoria della nazione in questione fonte: Oddschecker.com]
| Nazione | Q | NQ | % | |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Grecia |
1.07 | 8.83 | 99.11% |
| 2 | Belgio |
1.1 | 7.17 | 98.41% |
| 3 | Albania |
1.1 | 6.83 | 98.31% |
| 4 | Serbia |
1.17 | 5.33 | 96.22% |
| 5 | Slovacchia |
1.16 | 4.77 | 95.93% |
| 6 | Islanda |
1.37 | 2.91 | 83.77% |
| 7 | Moldavia |
1.55 | 2.42 | 72.08% |
| 8 | Bielorussia |
1.56 | 2.33 | 70.37% |
| 9 | Russia |
1.59 | 2.27 | 68.28% |
| 10 | Estonia |
1.75 | 1.98 | 56.65% |
| 11 | Bosnia e Erzegovina |
1.99 | 1.71 | 41.76% |
| 12 | Malta |
2.1 | 1.71 | 39.23% |
| 13 | Finlandia |
2.18 | 1.64 | 35.16% |
| 14 | Lettonia |
2.25 | 1.6 | 32.43% |
| 15 | Portogallo |
2.38 | 1.58 | 29.59% |
| 16 | ERI di Macedonia |
3.64 | 1.26 | 8.97% |
| 17 | Polonia |
3.73 | 1.25 | 8.39% |
La prima semifinale del 2010 è quella più debole. Sembra già fatta per la Grecia, e salgono vertiginosamente le quotazioni del Belgio. Per gli ultimi due posti infuria la bagarre.
Non hanno mai fallito la qualificazione, e secondo gli scommettitori il televoto trascinerà i greci in finale anche quest'anno. Le probabilità di qualificarsi di Giorgios Alkaios sembrano altissime, e il sound etnico dovrebbe movimentare i greci d'Europa più affezionati al sound tradizionale
Tom Dice è stato la vera e propria rivelazione della prima sessione di prove: le buone recensioni si sono subito riflesse sulle previsioni degli scommettitori. Il Belgio non si è mai qualificato da quando esistono le semifinali e potrebbe essere questa la volta buona.
Vincere l'Eurofestival sarà dura, ma la finale è assicurata tanto per il protetto di Goran Bregovic, che può contare sui 12 punti garantiti da Bosnia e Macedonia e su un occhio di riguardo da parte delle giurie internazionali, quanto per la brava Juliana Pasha: «Voglio che il mio paese sia in Eurovisione per sei minuti, e non solo per tre», ha detto, e sarà accontentata.
Kristina e il suo inno ai monti dell'Horehronie sono dati in finale al 96%. Ispirarsi a Xena principessa guerriera portò l'Ucraina Ruslana a vincere nel 2004: sei anni dopo la Slovacchia potrebbe passare il turno, con buona pace dei tre ultimi posti consecutivi dei cugini cechi. Bratislava non ha diaspora nè paesi amici, e la lingua originale potrebbe penalizzarla: vedremo nei prossimi giorni come reagiranno gli scommettitori.
La nicchia ecologica della brava cantante oversize, quest'anno appannaggio dell'Islanda, dovrebbe portare la sua rappresentante a qualificarsi per il terzo anno di fila. Tutte le perplessità sulla canzone sono spazzate via da una posizione più che favorevole nella scaletta: fosse per noi, nonostante la delegazione sia tra le più simpatiche, Je ne sais quoi rimarrebbe in semifinale, ma le previsioni dicono che potrebbe passare il turno.
I ragazzini terribili del Mar Nero regalano alla prima semifinale una movimentata apertura. Quando l'ha buttata in caciara, la Moldavia ce l'ha sempre fatta: le loro probabilità restano alte, ma la qualificazione non è così scontata. Il voto della spagna potrebbe issarli in finale.
Tra la produzione faraonica e fuori scala dell'Azerbaigian e il normale sforzo promozionale delle nazioni eurofestivaliere c'è la Bielorussia, che porta un quintetto di cyborg e le loro farfalline. Spalleggiati dal pianista e compositore svedese Robert Walls, aiutati da una serie di comunicati stampa e di attività collaterali, sotto l'egida del russo Maxim Fadeev, già autore del terzo posto russo delle Serebro nel 2007, devono assolutamente passare il turno. Se no, a lavorare. La debolezza della Russia, però, potrebbe finire addirittura per aiutarli.
Dominatori delle ultime edizioni, vincitori nel 2008, ospiti appena un anno fa, il complessino che i russi portano in concorso, quello di Peter Nalitch e dei suoi amici, sembra addirittura un segno di arroganza. «Potremmo fare cantare anche il gatto, tanto passiamo il turno lo stesso», paiono avere pensato a Mosca, o forse, non ancora smaltita la sbornia del 2008, c'è l'intenzione di lasciare spazio ai cugini bielorussi.
Nelle posizioni di rincalzo, sette canzoni sembrano contendersi l'ultimo biglietto per la finalissima. Oggi gli scommettitori assegnano un lieve vantaggio all'Estonia dei Malcolm Lincoln, seguita da Bosnia ed Erzegovina, Malta, Finlandia, Lettonia e, a qualche lunghezza, dal Portogallo. Nulla va dato per scontato: a dieci giorni dalla finale, lo svantaggio nei pronostici può essere ampiamente riassorbito, e i posti potrebbero addirittura essere due o tre. Se i valori rimarranno questi, ci piacerebbe la qualificazione della Finlandia: attenzione alla Bosnia, però, che non ha mai mancato la finale.
Le speranze di qualificazione del Gary Barlow di Polonia e del caciarone di Macedonia sono esiziali, e la loro probabilità di qualificazione è inferiore al 10%, tanto da potere escludere, sulla carta, qualsiasi rimonta. Gjoko può prendere qualche punto da Albania, Serbia e Bosnia; Mrocinski spera di accalappiare i favori di russi, bielorussi e slovacchi, ma Gran Bretagna e Irlanda, terra di elezione per tanti polacchi, votano nell'altra semifinale, e anche un ipotetico triplo 12 potrebbe non bastare.
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In diretta da Oslo, il sorteggio per l'ordine di esibizione dei dieci cantanti qualificati. La Bosnia-Erzegovina estrae la posizione numero 6, la Moldavia è il numero 4. Numero 20 per la Russia di Peter Nalitch, 11 per la Grecia. 23 per la fortunatissima Filipa, 9 per la Bielorussia, numero 8 per la Serbia. Il Belgio si esibirà per settimo (non benissimo), Juliana Pasha sarà il numero 15, Hera Björk il 16.
Essere favoriti press gli scommettitori è garanzia di vittoria, o anche i bookmakers professionali prendono delle cantonate? Il sito irlandese allkindsofeverything.ie presenta un interessante approfondimento sulla reale corrispondenza tra le quote e il risultato finale. Scoprendo che le sorprese sono all'ordine del giorno.
L'Eurofestival è organizzato dall'EBU (European Broadcasting Union)-UER (Union Europeénne Radiotelevisive), il più attivo e influente consorzio di emittenti radiotelevisive pubbliche nel mondo, che riunisce 86 aziende o enti in rappresentanza di 56 nazioni.
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