Il sito in italiano sul Gran Premio Eurovisione della Canzone - Oslo 2010
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Sul palco dell'Eurofestival di Oslo insieme a Juliana Pasha c'è il violinista Olen Cesari. Nato e cresciuto in Albania, è giunto in Italia nel 1988 grazie a una borsa di studio e da allora vive e lavora nella scena musicale Italiana. A Oslo difende i colori del suo paese d'origine, ma conoscendo lui e il suo curriculum non si può non considerarlo l'unico spicchio di Italia sul palco della Telenor Arena. Recentemente ha rinnovato la notorietà esibendosi a piazza San Giovanni in occasione del Concerto del I maggio
Olen Cesari non è solo un grandissimo virtuoso del violino ma un vero e proprio maestro della versatilità stilistica. Sotato di un talento raro che gli permette di rapire la mente di chi lo ascolta esibirsi su brani di Paganini, Mozart, Beethoven, Bach e Mendelssohn, istrionico e particolarissimo compositore di musica jazz e pop, incredibile performer e improviser sui palchi internazionali e infine produttore e arrangiatore di brani di successo. È quel tipo di musicista universale che così raramente si incontra oggi. Sa unire stili e sonorità musicali diverse trasformandole in viaggi verso emozioni e fantasie che fanno fare, letteralmente, il giro del mondo.
Nasce a Durazzo, in Albania, nel 1975 e inizia lo studio del violino a tre anni grazie alla madre concertista e insegnante. Definito "bambino prodigio" per le sue eccelse qualità interpretative, si esibisce in pubblico per la prima volta all'età di cinque anni. A sette porta in scena il suo primo recital e a tredici si diploma con lode presso l’Istituto Superiore dell’Arte di Tirana, vincendo anche la medaglia d’oro come miglior strumentista del suo Paese. Arrivato in Italia grazie ad una borsa di studio, comincia da subito un’intensa attività concertistica e calca i palchi delle migliori sale da concerto italiane.
Nel 1993 guadagna la notorietà grazie al programma Partita Doppia, dove vince il primo premio assoluto esibendosi con i Capricci di Paganini da lui stesso riadattati in chiave jazz. Dopo la trasmissione, molte testate giornalistiche nazionali lo definiscono come il nuovo Paganini. L’anno successivo si trasferisce a New York dove comincia ad esplorare tutti i generi musicali: dal jazz alla black, dal soul al rap, dal country all’etnica . Dopo un soggiorno di qualche anno a New York, anima l'esperienza romana di Il Locale dove si esibisce, tra gli altri, con Daniele Silvestri, Max Gazzè, Alex Britti, Carmen Consoli e Sergio Cammariere.
Nel 1997 conosce Lucio Dalla cbe, impressionato dal suo talento, gli chiede immediatamente di partire per il tour mondiale che lo porta a suonare nei più prestigiosi teatri del mondo fino all’esibizione di fronte al Santo Padre, Giovanni Paolo II, in occasione del concerto per il Congresso Eucaristico a Bologna, davanti ad oltre 2 milioni di persone. In questa occasione suona anche con la leggenda del rock mondiale Bob Dylan e con il geniale pianista jazz Michel Petrucciani. In questo stesso periodo suona anche con Franco Califano e nel 2001 inizia la tournée con Anna Oxa che durerà un anno. Tra le sue più solide collaborazioni è da menzionare quella, ormai quindicennale, con il cantautore Sergio Cammariere e, dal 2005 con Simone Cristicchi per il quale scrive gli archi del brano vincitore di Sanremo 2007 Ti regalerò una rosa.
Una delle passioni di Olen è quella per il cinema ed in particolare per la scrittura di colonne sonore. Scrive e produce le musiche per L’italiano di Ennio De Dominicis, assieme con Sergio Cammariere e per il film Non finisce qui di Maria Sole Tognazzi. Interviene poi nella realizzazione della colonna sonora del film Time to love di Giacomo Campiotti e scrive, e successivamente produce, la colonna sonora del medio metraggio Diamonds, bullets and fate, vincitore del Gold Grand Jury Award allo Houston Texas Film Festival nel 2005. Partecipa inoltre come ospite d’onore, con Eliza Duscku, all’Euro Video Gran Prix nel 2006 e a numerose trasmissioni televisive come ospite d’eccezione, tra le quali ricordiamo Domenica In, In Bocca al Lupo e Novecento.
fonte: OlenCesari.com
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In diretta da Oslo, il sorteggio per l'ordine di esibizione dei dieci cantanti qualificati. La Bosnia-Erzegovina estrae la posizione numero 6, la Moldavia è il numero 4. Numero 20 per la Russia di Peter Nalitch, 11 per la Grecia. 23 per la fortunatissima Filipa, 9 per la Bielorussia, numero 8 per la Serbia. Il Belgio si esibirà per settimo (non benissimo), Juliana Pasha sarà il numero 15, Hera Björk il 16.
Essere favoriti press gli scommettitori è garanzia di vittoria, o anche i bookmakers professionali prendono delle cantonate? Il sito irlandese allkindsofeverything.ie presenta un interessante approfondimento sulla reale corrispondenza tra le quote e il risultato finale. Scoprendo che le sorprese sono all'ordine del giorno.
L'Eurofestival è organizzato dall'EBU (European Broadcasting Union)-UER (Union Europeénne Radiotelevisive), il più attivo e influente consorzio di emittenti radiotelevisive pubbliche nel mondo, che riunisce 86 aziende o enti in rappresentanza di 56 nazioni.
Non c'è due senza tre? Dopo i violini vincenti di Edvin Marton e Alexander Rybak, l'Albania si affida al violino rock di Olen Cesari.
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Emanuele Lombardini non ha dubbi: deve vincere Lena, la diciottenne di Hannover che ha riportato il suo paese tra i favoriti dopo anni »
La storia dell'Eurofestival
I paesi europei, fino a undici anni prima in guerra, potevano affrontarsi in una gara di canzoni. A prendere parte alla prima edizione furono le nazioni che pochi mesi pù tardi firmeranno il trattato di Roma istituendo la Comunità Economica Europea (Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo), più la Svizzera.
Guida l'Irlanda, con sette vittorie
La classifica dell'Eurofestival per numero di vittorie: l'Italia ha vinto due volte, nel 1964 e nel 1990.
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I pratici tedeschi hanno capito che la vittoria eurovisiva è un'opportunità, non un insostenibile onere. E già arrivano le prime candidature.
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Lena difenderà il titolo nel 2011
29 maggio 2010 - La canzone Satellite, cantata con un bizzarro accento crucco-londinese dalla diciannovenne di Hannover Lena Meyer-Landrut, ha vinto la 55ª edizione dell'Eurofestival. Seconda è la Turchia, terza la Romania. E'la seconda affermazione dei tedeschi, ventotto anni dopo la vittoria di Ein Bisschen Frieden. Il Regno Unito torna mestamente all'ultimo posto. Il Belgio resta in gara fino a metà, poi cede alla distanza. I paesi più piccoli e quelli meno interessati all'Eurofestival spingono l'Azerbaigian al quinto posto. Pubblicati i risultati delle semifinali: Svezia e Finlandia fuori per un pelo, primi erano Belgio e Turchia.| Tutti pazzi per Lena | Quale sede nel 2011? »
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25 maggio - Prima semifinale, e prime emozioni: Ce la faranno in dieci, usciranno in setta. Belgio, Grecia e Albania sembrano più tranquille, Slovacchia e Moldova possono cedere alla distanza. Ma le prove generali hanno evidenziato la buona tenuta della Finlandia. Susa e Johanna, padrone del palco, potrebbero sovvertire tutti i pronostici. Si rafforza la Bielorussia, rischia Peter Nalitch.
Poche nazioni sembrano sicure di farcela » | Il Programma »
27 maggio - Seconda semifinale: 17 canzoni. In otto sembrano già dentro, ma la Danimaca non ha ancora convinto. Per gli altri due posti è bagarre, e nessuno sembra sicuro di farcela. La Georgia spera, Cipro ci crede ancora: per l'Ucraina la strada è per la prima volta in salita. Gli sloveni non hanno neppure disfatto le valigie. Anna Bergendahl lancia la sfida per il trofeo.
Previsioni e pronostici » | Il Programma »
L'Eurofestival 2010 si svolgerà alla Telenor Arena di Fornebu, sede degli incontri di calcio dello Stabæk, a 10 chilometri dal centro di Oslo.
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L'agenda dell'Eurofestival 2010
Etere, Digitale, Internet, Satellite e Locali pubblici
Il regolamento dell'Eurofestival è semplice. A partire dall'esecuzione della prima canzone, è aperto il televoto in ognuno dei paesi partecipanti. Al termine, i punti sono annunciati in 39 rapidi collegamenti.
Lo stesso sistema elettorale dal 1975
Le caratteristiche dei concorrenti: durata e lingua delle canzoni, nazionalità degli interpreti e altre regole eurofestivaliere.
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Di tutto un po': Rod Stewart incontra Brian May, e insieme incontrano Mondo Marcio. Ma la ballerina vestita di nero è irresistibile.
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Una ventata di allegria sul palco della Telenor Arena.
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In sala stampa la prima semifinale ha già un vincitore.